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La conquista di Alpi e Pirenei

13 luglio 2022
La conquista di Alpi e Pirenei

Con le grandi catene montuose del Tour de France 2022 ormai in vista, Campagnolo ci rivela le qualità che campioni del calibro di Tadej Pogačar devono possedere per sbaragliare la concorrenza.

Nelle tappe 9-13 del Tour de France 2022, le squadre devono vedersela con i maestosi picchi delle Alpi, tra cui due ascese del formidabile Col du Galibier.

Dopo aver attraversato il Massiccio Centrale, sarà la volta dei Pirenei (tappe 16-19).

Come ogni anno, queste due imponenti catene montuose giocheranno un ruolo fondamentale nel decidere chi conquisterà la maglia gialla al termine del tour.

Riuscirà Tadej Pogačar a firmare la tripletta?

E se ci riuscirà, sarà senza dubbio grazie al suo equipaggiamento, capacità di acclimatazione, potenza e cadenza di pedalata.

 

Equipaggiamento di Pogačar

 

 

Prima di tutto, il cambio. Campioni del calibro di Pogačar utilizzano il gruppo Campagnolo Super Record EPS, preziosissimo in salita grazie alla fluidità e all’affidabilità del cambio marcia, aspetti fondamentali quando si attacca su sezioni ripide o si affrontano le discese a rotta di collo. Le 12 marce hanno anche aiutato i corridori di UAE Team Emirates, AG2R Citroen Team e Cofidis di domare i colli più impegnativi di Alpi e Pirenei.

Per quanto riguarda le ruote, prodotti come Bora Ultra WTO 45 offrono il perfetto equilibrio tra un’aerodinamica ottimale e un peso ridotto, entrambi fondamentali durante le arrampicate, quando i corridori raggiungono velocità di 25 km/h.

 

Soggiorno in quota

 

 

Sfide brutali aspettano le squadre, in particolare la tappa 12 da Briancon all’Alpe d’Huez. La frazione di 165,1 km prevede tre scalate Hors-catégorie – il Col du Galibier, il Col de la Croix de Fer e l’Alpe d’Huez – con le prime due che raggiungono rispettivamente i 2.642 m e i 2.067 m di quota.

I famosissimi 21 tornanti dell’Alpe d’Huez porteranno invece i corridori a quota 1.850 m, ma questo dopo una scalata di 13,1 km con una pendenza media che supera l′8%.

Si tratta di eventi sicuramente impegnativi e per questo motivo Pogačar e i suoi compagni di squadra hanno trascorso parte della loro preparazione al Tour a Livigno, in Italia, in un campo di addestramento ad alta quota.

La squadra ha soggiornato a 2.220 metri e poi si è cimentata con la scalata di alcune delle vette più difficili della zona – il Bernina, il Gavia, lo Stelvio e il Mortirolo – per un duplice effetto: usufruire dei benefici fisiologici dell’allenamento in altura quando si scende al livello del mare e prepararsi fisicamente (tecnica di arrampicata, ritmo...) per i tour de force sulle sulle Alpi e i Pirenei.

Prima di tutto, soffermiamoci sui benefici dell’allenamento in quota. Numerosi studi hanno dimostrato che trascorrere almeno 10 giorni a un’altitudine di oltre 1.800 m stimola meccanismi di adattamento fisiologico che favoriscono le prestazioni sulle due ruote.

 

 

Questi benefici includono l’aumento della capacità aerobica del 3-8%, l’abbassamento della frequenza cardiaca a riposo e in esercizio, minore accumulo di acido lattico – che può portare a un bruciore debilitante – e l’aumento dei livelli di EPO.

Vale la pena approfondire quest’ultimo punto. L’EPO è l’eritropoietina, l’ormone responsabile per la creazione dei globuli rossi. La composizione dell’ossigeno nell’aria al livello del mare è del 21%.

Man mano che si sale di quota, la pressione atmosferica diminuisce; in altre parole, l’aria diventa meno compressa e quindi più rarefatta.

Ecco perché a 1.000 m sul livello del mare, la pressione atmosferica dell’ossigeno scende al 18,9%.

A 2.000 m, è pari al 16,8% e in cima al Galibier, si aggirerà sul 15,8%. Il corpo fa fatica ad assorbire abbastanza ossigeno per “alimentare” i muscoli che lavorano: si trova sotto stress.

 

 

Se questo stress è prolungato, per esempio durante la permanenza ad alta quota in un campo di allenamento, il corpo risponde aumentando l’EPO, la quale a sua volta aumenta la quantità di globuli rossi prodotti, catturando più ossigeno nell’aria e consentendo ad atleti come Pogačar di abituarsi agli effetti dell’altitudine.

Questi adattamenti favoriranno le prestazioni al livello del mare, ma anche sulle Alpi e sui Pirenei; purtroppo è difficile prevedere la durata di queste alterazioni fisiologiche: secondo alcuni studi, possono persistere anche per otto settimane oppure recedere dopo solo sette giorni e il corridore non potrà così usufruirne nella seconda e terza settimana del Tour, in occasione delle tappe più importanti.

 

Importanza del rapporto peso/potenza e della cadenza

 

 

L’altitudine è importante. Ma anche il rapporto peso/potenza di un ciclista. Ancora una volta, con Pogačar, ci troviamo di fronte a un caso eccezionale.

L’analisi del suo affondo vincente all’ottava tappa del Tour de France nel 2021 ha mostrato che il rapporto peso/potenza medio dello sloveno dai piedi del Col de Romme alla cima del Col de Colombiere 22 km dopo, a una media del 4,6%, era un incredibile 5,65 w/kg per i 54:25 minuti che Pogačar ha impiegato a scalarlo.

Questi sono dati di classe mondiale e spiegano perché lo sloveno sia praticamente imbattibile in montagna. In poche parole, non solo Pogačar pesa poco (solo 66 kg) ma è dotato di un’enorme potenza.

E possiede anche un’eccezionale efficienza grazie alla sua cadenza di pedalata ottimizzata. In genere, il target di Pogačar è circa 90 giri/min., che può scendere a circa 65-70 giri/min. sulle salite più ripide. A meno che non sia in fase di attacco, modificherà la cadenza concentrando i suoi sforzi più sul sistema cardiovascolare che sul sistema muscolare.

 

 

Questo approccio è stato confermato da uno studio del 2001 del dottor Alejandro Lucia che ha monitorato la cadenza di sette ciclisti durante i GrandTour: la cadenza preferita in alta montagna è risultata essere di circa 71 giri/min. e di circa 92 giri/min. durante le tappe più pianeggianti.

Un altro studio ha suggerito che i migliori professionisti pedalano naturalmente a 73 giri durante le salite di prima categoria e a 70 giri nelle salite Hors-catégorie come l’Alpe d’Huez.

Un ultimo suggerimento che desideriamo offrire in questa sede è quello di acquistare un misuratore di potenza.

È il modo più sicuro per seguire una strategia di cadenza pre-programmata sulle salite più ripide, mantenendo una potenza in uscita (watt) sostenibile ed evitando di finire la benzina prematuramente.

In bocca al lupo a tutti i corridori per il resto del Tour de France 2022 da parte di Campagnolo!

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