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A tu per tu con Bob Jungels

22 aprile 2022
A tu per tu con Bob Jungels

In vista della Liegi-Bastogne-Liegi, incontriamo il vincitore dell’edizione 2018 e atleta Campagnolo Bob Jungels. 

Sono stati due anni da incubo, ma sto tornando”, rassicura Jungels.

Bob Jungels, che corre per la AG2R CITROËN TEAM con la componentistica di fama mondiale Campagnolo, ha vinto la Liegi-Bastogne-Liegi nel 2018. 

Quando l’atleta lussemburghese ha dominato la più antica delle cinque Classiche Monumento era in forma smagliante; tuttavia, da quel memorabile giorno di aprile, il ventinovenne ha vissuto un periodo difficile a causa di una patologia debilitante che nel 2021 gli è stata finalmente diagnosticata come endofibrosi arteriosa. 

Ha subito interventi chirurgici, non ha perso la grinta e sta tornando a farsi valere. Scambieremo quindi quattro chiacchiere con il carismatico Jungels in vista de La Doyenne (La Decana) per parlare di allenamento, avversità e... flusso sanguigno ridotto.

 

Bob, grazie per la disponibilità. Com’è andata la tua stagione finora?

 

 

Ho partecipato alla Dwars door Vlaanderen e al Giro delle Fiandre e sto tornando in forma, sebbene arrivi da un lungo percorso per rimettermi in sesto, pertanto tempo e pazienza sono necessari.

 Ad ogni modo, gare come quelle delle Fiandre sono sempre uno spettacolo. Basti pensare al Kwaremont, con migliaia di persone che assistono alla corsa lungo il ciglio della strada, seguito subito dopo dal Paterberg, ma ognuna di quelle salite ciottolate ha le proprie caratteristiche.

 

Quali sono le tue ambizioni per la Liegi-Bastogne-Liegi?

 

 

Parteciperò alla gara reduce da un paio di settimane di preparazione a Gran Canaria, perciò mi auguro di essere in forte condizione fisica. Questo è un periodo intenso: gareggerò alla Freccia Vallone mercoledì [20 aprile], seguita da una ricognizione della Liegi-Bastogne-Liegi il venerdì e dalla gara stessa la domenica. Entrambe le corse si svolgeranno vicino a Lussemburgo e sono speranzoso che ci saranno un po’ di persone a fare il tifo per me da quelle parti.

Il mio ruolo specifico deve ancora essere confermato. Spero che la mia condizione fisica sia forte al punto da darmi carta bianca, visto che le gare da sei ore mi si confanno parecchio. Ma abbiamo una squadra fortissima, con Benoît [Cosnefroy] che è sempre in lizza. Aspettiamo e vediamo cosa succederà, ad ogni modo confido di poter essere leader congiunto.

 

Hai vissuto un paio di stagioni difficili a causa di quella che ti è stata poi diagnosticata come endofibrosi arteriosa. Raccontaci di questa patologia.

 

 

Le arterie si estendono fino agli arti inferiori e, se si immagina di essere su una bicicletta, si trovano nella zona in cui si piegano le gambe. Il ciclismo è un’attività relativamente innaturale per il corpo. Quindi, in corrispondenza del punto in cui si piega la gamba dai fianchi, all’interno si forma del tessuto cicatriziale che, dopo quasi 20 anni di allenamento, può aumentare e può ostacolare la circolazione sanguigna. I sintomi sono l’affaticamento e la perdita di potenza. Ho subito due interventi chirurgici nella zona dell’anca.

Questi ultimi anni sono stati duri, devo essere sincero. La diagnosi mi ha rinfrancato, ma la strada per recuperare la forma fisica è lunga. Detto ciò, i campi di allenamento invernali sono andati bene e non ho accusato sensazioni sgradevoli nel punto in cui mi hanno operato. Tuttavia, dentro di me sento che era da molto tempo che non raggiungevo queste intensità elevate. Il mio corpo fatica un po’ per recuperare durante il ritmo gara, ma lavorerò sempre più sul consumo di ossigeno per migliorare.

L’endofibrosi arteriosa non è comune, ma può capitare eccome. So che è accaduto a Pauline Ferrand-Prévot, così come a Stuart O’Grady tempo fa. Tony Gallopin è un altro esempio.

 

Il tuo trionfo alla Liegi-Bastogne-Liegi del 2018 deve rappresentare per te un’ulteriore fonte di motivazione. Quali sono i tuoi ricordi legati a questa vittoria?

 

 

Come squadra avevamo già ottenuto ottimi risultati alla Freccia Vallone, quindi eravamo pervasi da un senso di ottimismo. Esserci assicurati la vittoria alla Freccia ci ha permesso di partecipare alla Liegi in modo più rilassato. Prima di affrontare le Classiche delle Ardenne mi ero anche sottoposto a 10 giorni buoni di allenamento a Maiorca, con il suo terreno collinare mi sentivo forte.

Avevamo un solido piano per la corsa e, durante la giornata, mi sentivo sempre meglio. Ma è stato strano quando, mentre scalavo il Roche-aux-Faucons, ho sentito la radio esclamare: “Vai, vai, vai!”. Mi sono aperto un distacco e la competizione non mi ha mai frenato.

Resta il miglior risultato ottenuto nel corso della mia carriera, un giorno perfetto che spero di replicare.

 

Utilizzare un cambio performante e affidabile in una corsa spietata come la Liegi-Bastogne-Liegi è fondamentale. Quali sono le tue impressioni sulla componentistica Campagnolo?

 

 

Sono davvero felice del gruppo Super Record EPS a 12 velocità. Rappresenta un enorme passo in avanti rispetto a quello meccanico ed è di facile utilizzo in ogni situazione di gara. Per la Liegi-Bastogne-Liegi, anzi, per la maggior parte delle gare della stagione, userò 54-30 davanti e 11-32 dietro, così da pedalare più a lungo sull’ingranaggio più grande senza dover passare a quello più piccolo.

Sono altrettanto entusiasta delle ruote Campagnolo. A Liegi utilizzerò le Bora Ultra WTO 45 nella versione tubeless. Sono molto veloci e affidabili, non a caso le abbiamo usate nelle Classiche fiamminghe, oltre che leggere.

Campagnolo è un marchio con una grande storia e la qualità dei suoi componenti è eccezionale. Io e la mia squadra siamo molto soddisfatti di utilizzarli.

 

In ultimo, quando la Liegi-Bastogne-Liegi sarà terminata, quali sono i tuoi programmi per il resto della stagione?

 

 

Mi recherò subito in Svizzera per partecipare al Giro di Romandia. Sarà l’apice di varie settimane impegnative, ma dopo la gara mi riposerò una settimana in vista di un campo di allenamento in alta quota sulla Sierra Nevada. Poi mi concentrerò probabilmente sul Giro di Svizzera, sui campionati nazionali e, se tutto va bene, sul Tour de France.

 

© TDW / Getty Images
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