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Pogaçar: anatomia di un’icona

26 luglio 2022
Pogaçar: anatomia di un’icona

Che perda o che vinca, Tadej Pogaçar è sicuramente uno tra i corridori più avvincenti di un'intera generazione.

In questo editoriale, vi sveliamo le ragioni fisiologiche e psicologiche del suo successo. Tadej Pogaçar è un vero fenomeno, un corridore che ha dimostrato cosa sia possibile ottenere quando si sogna in grande.

Lo sloveno, che utilizza il gruppo Campagnolo Super Record EPS e le ruote Bora Ultra WTO, è stato descritto come il nuovo Eddy Merckx e, a ragion veduta, dato che il suo palmares professionale conta già 43 vittorie alla “tenera età” di 23 anni.

E come Campagnolo, non ha intenzione di fermarsi qui.

E come Campagnolo, è fermamente convinto che tutto possa essere migliorato. È ciò che rende Pogaçar così speciale, così come la sua straordinaria fisiologia e la sua inespugnabile mentalità.

 

CORRI DURO... E POI ANCORA PIÙ DURO

 

 

Biologicamente, Pogaçar è un vero mostro. Le prove? L’allenatore di Pogaçar, Inigo San-Millan, ha deciso di indagare più approfonditamente per comprendere meglio la fisiologia dei corridori d’élite.

Lo studio, intitolato “Metabolomics of Endurance Capacity in World Tour Professional Cyclists” e pubblicato sulla rivista “Frontiers in Physiology”, si è focalizzato principalmente sul profilo metabolico dei corridori quando si sottopongono a un test da sforzo graduato (fino a esaurimento).

Dopo un riscaldamento di 15 minuti, 21 ciclisti professionisti hanno iniziato a pedalare a un’intensità relativamente bassa di 2 watt per chilogrammo (w/kg) di peso corporeo. L’intensità è stata quindi aumentata di 0,5 w/kg ogni 10 minuti.

La potenza, la frequenza cardiaca e il lattato (tramite prelievo di sangue) sono stati misurati durante il test e anche al termine del test quando gli atleti erano esausti.

 

 

Cosa hanno trovato gli sperimentatori?

Una delle scoperte più importanti che San-Millan ha pubblicamente divulgato su Pogaçar è la sua impressionante capacità di riciclare il lattato. Parlando con il giornalista James Witts, San-Millan ha rivelato:

“Stiamo imparando di più sulla composizione delle fibre muscolari. Per esempio, le fibre a contrazione veloce, che sono necessarie per lo sprint e le scalate, generano un’enorme quantità di lattato. Questo è ciò che chiamiamo uno stato ‘altamente glicolitico’. Non vengono bruciati grassi, solo glucosio. Il problema è che più i muscoli usano il glucosio, più lattato viene prodotto perché è un sottoprodotto dell’utilizzo del glucosio. Il lattato si accumula e gli ioni di idrogeno associati al lattato aumentano l’acidosi del microambiente muscolare, riducendo la capacità di contrazione [potenza]. È fondamentale eliminare il lattato. È stato dimostrato che gli atleti di livello mondiale producono più lattato perché hanno una maggiore capacità glicolitica e possono anche eliminarlo in modo più efficiente. Beh, Tadej è dotato di una delle più grandi capacità glicolitiche che abbia mai visto”.

 

In breve, ciò significa che quando Pogaçar ingrana la marcia più dura sul suo gruppo Campagnolo Super Record EPS e sprigiona tutta la sua potenza esplosiva, può farlo ripetutamente, recuperando per poi ripartire, e questo spiega la sua impareggiabile capacità di attacco, soprattutto sulle ascese.

Come Campagnolo, questa capacità lo aiuta a superare ogni avversità, ogni volta.

 

ALLENAMENTO SPECIFICO, SIN DALL’INIZIO

 

 

Pogaçar e i suoi compagni di squadra utilizzano un misuratore di potenza SRM Campagnolo per un feedback altamente accurato durante gli allenamenti. I misuratori di potenza sono onnipresenti tra i professionisti e aiutano i corridori – e gli allenatori – a individuare specifici adattamenti fisiologici a seconda del target della stagione.

Nella “bassa stagione”, possono adottare una soglia a bassa intensità per consolidare la base aerobica, migliorare la capacità di bruciare i grassi e aiutare a raggiungere il peso gara. Con l’avvicinarsi della stagione delle gare, si può arrivare alla zona cinque durante gli allenamenti a intervalli per sviluppare velocità e potenza.

Pogaçar ha cominciato a usare un misuratore di potenza fin da piccolo e quindi il suo allenamento è da sempre quantificato in watt. Lo sloveno usa queste tecnologie e il software di misurazione della potenza Training Peaks da anni e quindi è in grado di gestire metodicamente i suoi progressi, riducendo le possibilità di sovrallenamento, burnout e malattia.

Uno studio una volta è riuscito a dimostrare un concetto quasi ovvio: che il segreto del successo olimpico è semplicemente un allenamento omogeneo e coerente. In ultima analisi, la capacità di monitorare un ciclista su base giornaliera ha rivoluzionato l’approccio fisiologico.

 

NATO PER CORRERE

 

 

Uno dei principali fattori di differenziazione tra i ciclisti professionali e quelli amatoriali è l’intelligenza emotiva, in altre parole, la capacità di identificare e gestire le proprie emozioni.

Analizziamo questo concetto un po’ più a fondo. Il nostro cervello è suddiviso in tre sezioni: la parte istintiva, la parte ad alta capacità di ragionamento e la parte intuitiva, al centro. Quest’ultima parte riceve i segnali dal corpo e li interpreta. Questa funzione di chiama interocezione.

Un atleta di livello mondiale come Pogaçar si allena duramente non solo per condizionarsi fisicamente, ma anche perché, il giorno della gara, quando l’intensità è al massimo, sia totalmente sintonizzato sui segnali trasmessi dal suo corpo.

Quando il battito cardiaco e la frequenza respiratoria aumentano, Pogaçar non prova alcun timore.

 

 

Emotivamente, sa interpretare questi segnali in modo costruttivo, accettando che queste sensazioni facciano parte del processo di miglioramento delle prestazioni. Pogaçar potrebbe fermarsi, ma sa bene che il gioco vale la candela, nonostante la temporanea sofferenza.

Il dolore è un’emozione. E se inizi a pensarci, cominci a combatterlo, perdendo slancio e velocità. I corridori di classe mondiale come Pogaçar conoscono queste emozioni, le gestiscono e ritardano la gratificazione.

Un altro punto di forza dell’approccio mentale di Pogaçar è che, proprio come un’altra leggenda della Campagnolo, Eddy Merckx, è un ciclista nato, che prospera nell’anfiteatro delle competizioni e si allena per gareggiare. Alcuni corridori, invece, sono altamente performanti in allenamento, ma non in gara.

 

 

Volete le prove? Quando Pogaçar perse tempo sul Col du Granon, la sua reazione immediata non fu quella di andare a nascondersi per evitare la stampa; invece, un Pogaçar rilassato si presentò davanti ai giornalisti dicendo:

“Forse domani sarò io a guadagnare tre minuti”.

In poche parole, lo sloveno fa scintille in ogni gara, non importa quale. E con questo abbiamo finito.

Ora sapete cosa rende Pogaçar un ciclista davvero unico e irripetibile. Se poi prendiamo in considerazione l’equipaggiamento Campagnolo di livello mondiale che lo sloveno utilizza, ci troviamo di fronte a una combinazione davvero imbattibile.

 

 

© TDW / Getty Images  

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