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Anteprima Giro con intervista esclusiva a Guillaume Martin

4 maggio 2022
Anteprima Giro con intervista esclusiva a Guillaume Martin

Il primo Grande Giro della stagione è alle porte.

Andiamo a scoprire il percorso, chi lo correrà con componenti Campagnolo e facciamo due chiacchiere con la stella della Cofidis, l’uomo da classifica Guillaume Martin.

Il primo Grande Giro della stagione è dietro l’angolo, la 105ma edizione del Giro d’Italia partirà da Budapest venerdì 6 maggio per terminare a Verona domenica 29 maggio.

Le 21 tappe di questa gara che è parte integrante della leggenda del ciclismo si svilupperanno per oltre 3400 chilometri.

Il primo giorno si parte dalla capitale ungherese per arrivare a Visegrad dopo 195 chilometri e un’insidiosa salita finale di 5,5 chilometri al 4,2 percento.

In programma anche due cronometro, per un totale di 26 chilometri, inclusa quella dell’ultimo giorno di 17,1 chilometri sulle colline veronesi che potrebbe rivelarsi decisiva per l’assegnazione della maglia rosa finale.

Numerose le salite, tra cui Etna e Blockhaus nella prima settimana, Mortirolo nella seconda, per finire con Fedaia e Pordoi nell'ultima.

Le squadre equipaggiate Campagnolo che inseguiranno la gloria al Giro d’Italia sono la UAE Team Emirates, l’AG2R CITROËN TEAM e la Cofidis.

 

 

João Almeida, che corre per la UAE Team Emirates, è tra i favoriti per la vittoria finale. Nel 2020 il ventitreenne portoghese si è classificato quarto ed ha vestito la maglia rosa per quindici, fantastici, giorni.

In questa stagione vanta già un terzo posto nella Volta a Catalunya dove ha vinto anche una tappa.

Almeida sarà spalleggiato da compagni di squadra forti ed esperti, tra cui Davide Formolo e Rui Costa, mentre Fernando Gaviria vuole incrementate il suo bottino di cinque tappe vinte nella corsa rosa.

 

 

La formazione della AG2R CITROËN ad oggi schiera Mikael Cherel, Nans Peters, Lilian Calmejane, Nicolas Prodhomme, Jaakko Hanninen e Felix Gall.

Terranno in serbo per il Tour i loro uomini di punta Ben O’Connor e Benoît Cosnefroy, mentre al Giro punteranno alle vittorie di tappa.

 

 

In casa Cofidis le migliori speranze sono riposte in Guillaume Martin. Il ventottenne francese si è classificato ottavo nello scorso Tour de France e mira a migliorarsi il prossimo luglio. Ma prima farà il suo debutto al Giro.

Lo abbiamo incontrato recentemente per parlare delle sue ambizioni nella corsa rosa, dei rapporti che sceglierà nell’ampia scelta che Campagnolo gli mette a disposizione e, naturalmente, del suo amore per la filosofia.

 

Guillaume, che obiettivi hai per il tuo primo Giro d’Italia?

 

In partenza mi concentrerò sulla classifica generale. Poi vedremo come si svilupperà la gara e se dovrò ridimensionare le mie ambizioni.

Ma sulla carta il mio obiettivo è quello di fare classifica. Ho delle buone sensazioni dopo un ritiro di tre settimane sull'Etna subito prima della Liegi-Bastogne-Liegi [dove è terminato 33o], sono preparato a dovere.

Il Giro è un obiettivo primario per me.

 

 

Quali sono le tappe chiave quest’anno?

 

Solitamente in un grande giro l'ultima settimana è fondamentale. Non sarà diverso quest’anno con le tappe alpine della terza settimana. Ma ci sono salite anche nelle prime tappe che peseranno, come l'Etna [quarta tappa: Avola-Etna di 166 chilometri], che è il primo arrivo in salita.

E la tappa del Blockhaus [la nona da Isernia al Blockhaus di 187 chilometri]. Ci sono molte tappe impegnative nell'arco delle tre settimane. Ho fatto la ricognizione delle tappe siciliane mentre ero lì in ritiro, quella dell'Etna e quella successiva da Catania a Messina [172 chilometri].

Prima della partenza da Budapest, faremo qualche altra ricognizione, tra cui la prima cronometro [seconda tappa, 9,2 chilometri intorno a Budapest].

 

 

Che componenti Campagnolo userai al Giro?

 

Il Super Record EPS a 12 rapporti. In pianura credo che userò una corona grande da 54 denti e nelle tappe di montagna probabilmente monterò un 11/32 dietro.

Avere 12 rapporti è un bel vantaggio perché non si hanno grossi salti tra un pignone e il successivo. E la cambiata è incredibilmente fluida.

Nelle cronometro probabilmente spingerò una corona da 56 denti.

 

Sarà la prima volta che correrai Giro e Tour nella stessa stagione. Sei sicuro di riuscire a recuperare completamente per il Tour?

 

Il mio obiettivo è far bene sia al Giro che al Tour. Non ho corso tanto all'inizio dell'anno, quindi spero di essere fresco all'inizio del Tour.

Sarà la prima volta che correrò Giro e Tour insieme, ma ho già corso Tour e Vuelta nella stessa stagione due volte, quindi penso sia fattibile.

Ora mi concentro sul Giro e poi stabilirò le mie ambizioni per il Tour.

 

 

Come è andata la stagione finora?

 

Sono soddisfatto del mio inizio di stagione. A febbraio ho sfiorato una vittoria di tappa al Tour des Alpes Maritimes et du Var e sono arrivato terzo nella generale.

In più ho fatto due top ten in gare a tappe di una settimana come la Parigi-Nizza [nono] e la Volta a Catalunya [ottavo]. Ho avuto continuità e spero lo stesso al Giro e al Tour.

 

Infine, hai scritto due libri di filosofia: una pièce teatrale su Platone e “Socrate à vélo”, pubblicati nel 2019. Raccontaci di più sul tuo amore per la filosofia.

 

Il mio obiettivo era quello di parlare di filosofia in modo semplice, divertente e senza stress. Mettere in relazione il ciclismo e la filosofia senza prendersi troppo sul serio. Per me non è complicato trovare il tempo per scrivere, è fondamentale per il mio equilibrio.

Ho bisogno di scrivere per rilassarmi, ho bisogno di avere altre cose nella mia vita oltre la bici. È importante non concentrarsi su una cosa sola.

Quando ho tempo, nel pomeriggio dopo l'allenamento o in ritiro, mi metto al computer e scrivo.

Non ho pianificato l’uscita del terzo libro, sto ancora scrivendo, ma arriverà.

 

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