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1933-42

1933-42

Tullio Campagnolo
un ciclista,
un innovatore

L’11 novembre 1927 quando Tullio Campagnolo fu solo, sotto le prime erte del Croce d’Aune, non ebbe paura e non si arrese. Ora, che nel nostro percorso possiamo contare su di una moltitudine di amici, appassionati ed estimatori del prodotto Campagnolo, non ci fermeremo mai. Proprio da quell’immagine d’inizio secolo vogliamo partire per ripercorrere le tappe salienti della nostra storia passata e recente.

1933: Inizia l’era di Campagnolo

Il bloccaggio rapido viene brevettato l’8 febbraio 1930, mentre la sua produzione industriale inizierà nel 1933. In quell’anno Tullio Campagnolo fonda l’azienda Campagnolo, con sede nel retrobottega della ferramenta del padre in Corso Padova 101 a Vicenza. Nasce quello che diventerà il marchio simbolo dell’evoluzione del ciclismo moderno.

L’innovazione è da sempre il risultato della ricerca e della sperimentazione

Campagnolo segue le gare, parla con i corridori, ne raccoglie le indicazioni, i suggerimenti. Interpreta tutti quei dati raccolti sul campo, poi mette mano a carta e matita e disegna schizzi, prospetti; passa poi a lavorar di lima nel retrobottega del negozio di ferramenta.

L’Italia e i miti del ciclismo.

Proprio in quegli anni, per la precisione nel 1936, Bartali passa professionista e si fa subito notare vincendo due Giri d’Italia.
Nel 1938 si aggiudica il suo primo Tour.
Nel ciclismo sta per nascere il dualismo con Fausto Coppi e l’Italia si avvia a diventare un punto di riferimento per le imprese sportive a pedali.

È da subito innovazione continua, Campagnolo sviluppa il “cambio a Bacchette”.

Peso ridotto, grande affidabilità ed assenza di attriti. La soluzione alle necessità e alle sfide dei miti del ciclismo arriva sempre dalla bottega di Vicenza.
 L’ingegno di Tullio Campagnolo lo porta a sviluppare ulteriormente l’idea dello sgancio rapido.
 Il 4 maggio 1940 nasce il “cambio a bacchette. Due leve comandano lo sgancio della ruota e la posizione della catena.

“Senza attriti e senza rumore” era lo slogan della Campagnolo degli anni ’30.

I grandi del ciclismo tornano sulle strade d’Europa e nasce il cambio moderno

La spinta all’innovazione è fortissima e, con la ripresa delle gare internazionali, Campagnolo si rimette all’opera. Migliora i suoi prodotti e cerca costantemente soluzioni all’avanguardia.
Mentre continua la sfida tra Coppi e Bartali, Campagnolo lavora a quello che diventerà “il cambio”

È ancora guerra mondiale, ma si torna in sella alla ruota di Coppi

L’Europa torna ad essere teatro di un nuovo scontro mondiale.
Anche il ciclismo, come gli altri sport, si ferma per riprendere nel 1946 con un Coppi che si aggiudica la Milano-San Remo mentre Bartali vince il Giro d’Italia.
Nel ’49 sarà Coppi a segnare una doppia vittoria Tour de France - Giro d’Italia.

Tullio Campagnolo è deciso ad evolvere i sistemi di cambiata.

Nel 1946 il cambio a doppia bacchetta si evolve nella versione Corsa 1001, con la quale Gino Bartali vince il Tour de France del 1948.
Nel 1949 i comandi di sgancio e cambiata confluiranno in una leva unica.
Nasce il Paris-Roubaix 1002, così battezzato in onore di Fausto Coppi per la sua vittoria nell’omonima corsa nel 1950.

Con lo stesso agonismo con cui si sfidano Coppi e Bartali, Campagnolo non lascia campo ai competitor.

Sempre nel 1949 Campagnolo presenta a Milano un prototipo di deragliatore posteriore che prevede l’utilizzo di un parallelogramma deformabile e di un tendicatena a doppia puleggia.
Il nuovo cambio è attuato per mezzo di due cavi flessibili e da comandi posizionati sul tubo obliquo.
Ma è ancora in fase sperimentale e ne verranno prodotte solo 10 unità.

La tecnica del cambio è a una svolta: nel 1950 debutta il primo cambio a parallelogramma, il Gran Sport 1012.

L’innovazione in casa Campagnolo si chiama Gran Sport, è la massima espressione della tecnologia ciclistica di quel tempo.
La versione definitiva che esce nel 1951 è ulteriormente migliorata. Il sistema rivisto prevede l’utilizzo di un singolo cavo e di una molla antagonista.
Ancora più semplice, ancora più veloce. È perfetto: sarà un successo.
Nasce il cambio moderno.

Il ciclismo diventa sempre più popolare e le esigenze del mercato aumentano

Gli anni ’50 sono teatro di uno sviluppo diffuso, il mondo occidentale conosce un florido periodo di ripresa. Nel ciclismo si fanno largo nuovi nomi e le necessità di chi pedala si fanno più specifiche. Campagnolo estende il concetto di trasmissione.

Il ciclismo professionistico si evolve. Si affermano nuovi volti e si sviluppano nuove soluzioni tecniche.

Il dualismo Bartali e Coppi volge al termine. Il Campionissimo vince il suo ultimo Giro d’Italia nel 1953. Sarà poi la volta dello svizzero Clerici, di Bobet e soprattutto di Anquetil che, proprio nel 1953, ad appena 19 anni, si presenta subito vincente.

Nel frattempo si sviluppano e si utilizzano i primi deragliatori anteriori: l’assortimento dei rapporti aumenta.

Nasce il primo “Gruppo”

Campagnolo non si ferma alla produzione del cambio.

Nel 1956 arrivano il reggisella, la serie sterzo, e i pedali. Con la guarnitura, che viene introdotta nel 1959, si va a definire quello che comunemente viene chiamato “gruppo”.
Si tratta di un concetto nuovo ed importantissimo. L’idea di gruppo andrà ad affermarsi negli anni successivi con la costituzione di componenti progettati per una perfetta interazione.

Obiettivo: migliorare ancora. Nasce il cambio Record

L’affidabilità e le performance del cambio GranSport vengono ulteriormente migliorate con l’introduzione, nel 1962, del cambio Record. La geometria diventa sempre più moderna e il bilanciere avanzato permette alla catena di avvolgere di più i pignoni e di adottare quindi una più ampia gamma di rapporti.

Le tappe si fanno più dure – Campagnolo sviluppa la Tripla

Cambiano anche i rapporti.
La nuova guarnitura a cinque bracci proposta da Campagnolo ha un girobulloni ridotto che permette di montare moltipliche inferiori ai 47 denti, limite di quel tempo. Nel 1961 viene realizzata una guarnitura tripla che precorre i tempi di un ciclismo che chiede sempre di più alla bicicletta.

Campagnolo è leader, una realtà globale

Gli anni Sessanta sono un trampolino fantastico per Campagnolo che diventa sempre più il nome di riferimento nella componentistica. Al Tour del ‘63 ben 110 dei 130 iscritti al Tour, sulle loro biciclette, utilizzano il cambio Campagnolo.
Iniziano le esportazioni in tutto il mondo e Campagnolo apre uno stabilimento vicino a Bologna, si sperimentano così nuovi settori.

Anquetil, Gimondi ed “il Cannibale

Anquetil domina il Tour per anni ma la sua lunga serie di vittorie viene interrotta da un italiano: Felice Gimondi.
Ma intanto si profila un altro campione di spessore assoluto: Eddy Meckx.
Per gli altri spesso la lotta è per il secondo posto.
La potenza del belga viene fuori in tutti i terreni e spesso non lascia neppure le briciole: lo chiamano “il Cannibile” e non è un caso.
Giro, Tour, Mondiale, Ora, Classiche...
Non gli sfugge quasi niente e il ciclismo si inchina.

Nuovi materiali e minor peso sono le caratteristiche principali del Nuovo Record

Spingendo sull'acceleratore dell'innovazione, Campagnolo adotta i migliori materiali. Alleggerisce il cambio presentando il Nuovo Record, realizzato grazie all’impiego di alluminio forgiato a freddo.
La popolarità e l’apprezzamento del Nuovo Record sono enormi e segneranno la storia di Campagnolo per quindici anni.

Ma non è solo ciclismo. È un mondo che cambia e gli orizzonti si spingono oltre all’immaginabile. L’uomo va sulla luna

Negli anni ’60 l’uomo Campagnolo inizia ad esprimere il massimo della propria creatività e l’azienda tocca vette di popolarità impensate, Campagnolo va oltre la bicicletta.
Realizza ruote molto apprezzate per moto ed auto da corsa ma sviluppa anche componenti in magnesio per l’industria aerospaziale (NASA).
Siamo all’alba di una nuova era, dove Campagnolo è ormai il punto di riferimento per la componentistica per biciclette.

L’ingegno, la cura e la qualità sono molte volte il frutto di necessità tanto pratiche quanto complesse.

L’ingegno di Campagnolo si manifesta anche nella vita di tutti i giorni. Aprendo una bottiglia di vino Tullio si ferisce ad una mano e realizza che il cavatappi tradizionale può essere migliorato. Affronta il problema come se fosse un cambio malfunzionante e inventa un cavatappi che permette di aprire le bottiglie senza sforzo e con assoluta precisione. È da subito un oggetto di culto.

Nasce il Mito, nasce il Super Record

Gli anni settanta sono contraddistinti dai miti.
Sulle strade d’Europa è Eddy Merckx a lasciare sempre il segno, ma sulla bici di ogni ciclista è il nuovo Super Record l’unico vero protagonista.
Campagnolo propone materiali mai usati prima, un’affidabilità ed una qualità imbattibili.
Il Super Record è progettato con un unico obiettivo: massimizzare la performance.

I nuovi volti del ciclismo: da Merckx a Moser a Hinault

Merckx continua a vincere... si aggiudica il Tour del 73 e 75 ed il giro del 73 e 74.

Sono anche gli anni di Gimondi e Battaglin, ma si profila già un’altra rivalità storica: quella tra Moser e Saronni.

Nelle corse a tappe dal 1978 c’è un francese che va fortissimo: è Bernard Hinault che porta a casa la Maglia Gialla per quattro volte e indosserà anche la Rosa. Nell’82 sarà autore della doppietta Giro-Tour.

Le corse professionistiche sono da sempre il laboratorio di ricerca e sviluppo di Campagnolo

Tullio Campagnolo è sempre presente; ad ogni tappa, ad ogni gara, con i leader e con i gregari delle squadre. Vuole ascoltare, vuole sapere direttamente dagli atleti dove e cosa si può migliorare.
Ed è proprio da questo rapporto, da questo continuo confronto e da una intensa attività di sviluppo, che nasce il “gruppo” per eccellenza.

1973: Campagnolo presenta il Super Record

Il Super Record che mette a punto Campagnolo è una pietra miliare e si abbatte sul ciclismo con la violenza di un corridore instancabile.
In produzione dal 1973 fino al 1987, verrà aggiornato alla versione nera e argento nel 1979.
Il cambio è realizzato in Ergal e Titanio.
È un successo per leggerezza, precisione e per gusto estetico.
I particolari in titanio lo rendono leggerissimo: pesa meno di 200 grammi.

Dal peso alla personalizzazione. Campagnolo va oltre la trasmissione.

Alluminio e titanio arrivano anche nella ruota libera, il peso delle biciclette scende e poi si va avanti, si esplorano altri settori.
 Arrivano lo schiaccianoci e le selle “Electa”, personalizzabili tramite un sistema pneumatico.
La guarnitura tripla si impone su strada: Giovanni Battaglin la utilizza nel 1981 per vincere la tappa delle Tre Cime di Lavaredo nel Giro d’Italia concluso in Maglia Rosa.

Il gruppo del “Cinquantenario” è un oggetto da collezione.

I componenti riportano la firma di Tullio Campagnolo, la viteria è placcata in oro, viene venduto in serie limitata con una apposita valigetta ed è accompagnato da un certificato di autenticità. Inoltre, lo stampo iniziale è stato realizzato alla vecchia maniera: con la lima.
È semplicemente magnifico, unico e perfetto.

Ora tocca al figlio Valentino confrontarsi con la realtà di una grande impresa da amministrare.

Proprio in quel periodo, nel 1984, Francesco Moser, stabilendo il Record dell’Ora, segna un punto importante per il ciclismo.
La bicicletta si trasforma, si parla di aerodinamica ancora prima che di leggerezza, arrivano materiali mai visti prima.

L’acciaio si alleggerisce e arriva anche la lega di alluminio per i tubi dei telai. Campagnolo non si fa attendere...

Aerodinamica, linee e design. In altre parole il gruppo C-Record

Il C-Record, che esordisce nel 1984, è un gruppo di componenti dalla linea mai vista prima.
Forme morbide e aerodinamiche in ogni dettaglio e soprattutto i freni Delta sono elementi unici.
Il nuovo gruppo, pian piano, verrà riconosciuto come uno dei più belli della storia della bicicletta.
Nel frattempo, fra il 1984 e il 1990 il marchio vicentino firma 6 Mondiali, 5 Giri d’Italia, 6 Tour de France.

È l’era di Bernard Hinault, di Lemond e di un giovane Indurain.

Nel 1985 Hinault conquista Giro e Tour montando componenti costruiti a Vicenza.
Nel 1986 Lemond è il primo americano a vincere la corsa francese.
Si ripete nel 1989 e nel 1990. E poi la tripletta Giro, Tour e Mondiale nel 1987 firmata da Stephen Roche.
Pedro Delgado vince il tour del 1988. Ha un gregario che sembra andare proprio forte: Miguel Indurain.
Dal 1991 la maglia gialla sarà una cosa personale del Navarro.

In Campagnolo il verbo è: innovazione continua. Gli studi sull’aerodinamica si applicano alle ruote.

Nel 1986 Campagnolo estende la sua gamma di prodotti anche alle ruote. Presenta una nuova linea di ruote “fluidodinamiche”.
Nasce così la Ghibli, la prima ruota lenticolare.
La guidabilità lascia spazio ad una maggiore penetrazione aerodinamica. Si iniziano a vedere i primi esperimenti, i primi telai ed i primi set-up specifici per le corse contro il tempo.

Nasce Shamal, la prima ruota completa Campagnolo.

Mentre le ruote libere passano da sei, poi a sette e infine a otto velocità, Campagnolo stupisce il mondo con una ruota completa ad alto profilo, la Shamal.
È un successo formidabile.
Si afferma così il concetto di ruota completa che esce già montata dalla fabbrica.

Il ciclismo si evolve e diventa più metodico nella scelta degli obiettivi.

Ad alimentare il prestigio di Campagnolo verso la fine degli anni ’90 arrivano anche altri grandi successi al Tour: su tutti quello di Marco Pantani, primo corridore italiano dopo Coppi a conquistare nello stesso anno, il 1998, Giro e Tour.
Il leggendario Pirata corre col gruppo Record e con ruote Shamal.
Proprio le ruote diventeranno un nuovo e vincente “cavallo di battaglia” del marchio Campagnolo.

Sono gli anni di Miguel Indurain, di Ullrich e Pantani

Grazie soprattutto alle sue doti di cronoman, Miguel Indurain, con gruppo e ruote Campagnolo, vince dal 1991 al 1995, cinque Tour de France consecutivi.
Jan Ullrich vince il Tour nel 1997 e nel 1999 la Vuelta.
Nel 1998 con Campagnolo, Marco Pantani vince Giro e Tour e le sue imprese conquistano anche il pubblico che normalmente non segue il ciclismo.
Nel 2002 il velocista Mario Cipollini vince il mondiale.

Cambia il modo di andare in bicicletta: si può modificare il rapporto senza mai staccare le mani dal manubrio.

Campagnolo sviluppa gli Ergopower, i primi comandi al mondo che prevedono il passaggio interno dei cavi.
Gli obiettivi sono ergonomia e sicurezza.
Campagnolo sviluppa dei comandi leggeri ed unici nel loro design.
Il nuovo sistema di cambiata è denominato “One Lever – One Action”. Il ciclista, può ora agire sui comandi in modo intuitivo, veloce e deciso.

Leggera, performante e soprattutto Full-Carbon

Nel 1994 nasce un altro simbolo dell’innovazione ciclistica. Leggerezza, aerodinamica ed un ottima guidabilità si fondono in un unico prodotto, la ruota Bora. È la prima ruota Campagnolo ad alto profilo full-carbon.
200 gr. più leggera di qualsiasi concorrente, è la soluzione perfetta per i ciclisti più esigenti.

Il ciclismo è ormai un fenomeno globale e l’innovazione tecnologica è più veloce che mai.

I materiali e le tecnologie sono sviluppate per eccedere le necessità di qualsiasi professionista.
L’azienda vicentina si spinge oltre ad ogni aspettativa.
Sviluppa nuovi soluzioni per il movimento centrale, propone una trasmissione ad 11 velocità e si prepara ad affrontare l’era elettronica con soluzioni tecniche mai viste.

Preparazione, tattica e tecnologia: è il ciclismo del nuovo millennio.

Le gare vedono protagonisti campioni come Boonen e Petacchi. Sempre con gruppi e ruote Campagnolo, Ballan vince il mondiale 2008, Basso il Giro del 2010 e Gilbert conquista le classiche del nord.
Mentre il ciclismo continua a raccontare storie di fatica sulle strade di tutto il mondo, Voeckler è protagonista in Francia e Greipel firma la sua centesima vittoria correndo con l’elettronico Campagnolo.

Paolo Bettini e le guarniture Ultra Torque

L’Ultra-Torque è il nuovo movimento centrale sviluppato da Campagnolo e basato sul giunto HIRT.
Bettini è incuriosito dalla novità e chiede di provarla in allenamento: è subito conquistato dalla leggerezza e dalla prontezza di trasferimento di carico della pedalata.
Decide così di montare le guarniture Ultra-Torque™ sulla bici che porta al mondiale che vincerà, per la seconda volta, alla sua maniera.

11 velocità: una rivoluzione

Quella del 2009 è un rivoluzione epocale: 11 pignoni sulla cassetta e un gruppo tutto nuovo al vertice della gamma:
torna il Super Record.
Pignone in più e gruppo completamente rivisto per una prestazione senza precedenti. Vengono riprogettati completamente anche i comandi Ergopower che diventano ancora più facili e confortevoli da impugnare.

Il gruppo elettronico EPS: un percorso ambizioso intrapreso da persone con una grande visione del futuro.

'È da diversi anni che Campagnolo sperimenta trasmissioni elettroniche. Questa tecnologia si evolve parallelamente all’aumento dei rapporti della bicicletta.
È un progetto che nasce e si sviluppa “sul campo” con la collaborazione delle squadre PRO TOUR come il Team Movistar.
Quando, nel 2011, Campagnolo esordisce con la trasmissione elettronica, presenta addirittura due gruppi: Il top di gamma Super Record EPS e il Record EPS.

L’elettronica e l’evoluzione del mercato globale.

Subito, nel luglio 2012, Campagnolo presenta anche l’Athena EPS. Stessa tecnologia del top di gamma ma al carbonio si sostituisce l’alluminio. L’elettronico Campagnolo diventa più accessibile.
Il pubblico apprezza la precisione e il feeling del nuovo sistema progettato a Vicenza.
Con la tecnologia elettronica Campagnolo sbagliare diventa impossibile.

I gruppi e ruote Campagnolo: protagonisti della stagione Pro Tour 

I gruppi elettronici hanno già superato brillantemente la prova più estrema, equipaggiando e supportando le vittorie dei migliori Team Pro-Tour già dal 2012.

I successi non si sono fermati, nel  2014 Campagnolo si aggiudica la vittoria al Giro d'Italia con Quintana ed il Tour de France con Vincenzo Nibali.

 Nel 2015, i prodotti Campagnolo equipaggeranno  i Team Astana, Movistar, Lotto-Soudal, Europcar, Bardiani-CSF Inox.

80 anni di passione per il ciclismo e per l’innovazione

Abbiamo guardato indietro ma adesso, come nostra abitudine,
torniamo a guardare avanti perché da 80 anni a questa parte
abbiamo scelto l’innovazione,
guardando sempre e solo al prossimo obiettivo.
Grazie alla vostra passione e al nostro impegno
continueremo ad innovare lo sport che amiamo di più!

“Campagnolo rappresenta non solo la ricerca della perfezione tecnica, ma anche la passione, la fatica, la sofferenza,
il mito, il passato, il presente ed il futuro del ciclismo,
lo sport più bello del mondo.”
- Valentino Campagnolo

La storia non fa sconti. Ciò che si è oggi lo si può solo costruire pazientemente
L’11 novembre 1927 quando Tullio Campagnolo fu solo, sotto le prime erte del Croce d’Aune, non ebbe paura e non si arrese. Ora, che nel nostro percorso possiamo contare su di una moltitudine di amici, appassionati ed estimatori del prodotto Campagnolo, non ci fermeremo mai. Proprio da quell’immagine d’inizio secolo vogliamo partire per ripercorrere le tappe salienti della nostra storia passata e recente.
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