Seleziona la lingua
  • Italiano
  • English
  • Deutsch
  • Español
  • Français
Il carrello è vuoto
close

La bellezza del ciclismo

18 ottobre 2022
La bellezza del ciclismo

Perché andiamo in bici?

È una domanda a cui Campagnolo cerca di trovare una risposta da quasi 90 anni.

“È andando in bicicletta che impari meglio i contorni di un paese, perché devi sudare sulle colline e andare giù a ruota libera nelle discese”.

Così ha detto Ernest Hemingway. Lo scrittore americano ha descritto una delle tante gioie dell’andare in bicicletta e del conoscere meglio il mondo che ci circonda attraverso le gocce di sudore o il vento rinfrescante.

 

 

Questo desiderio di scoperta è una delle ragioni del fascino del ciclismo in tutto il mondo, da quando John Kemp Starley inventò la bicicletta moderna nel 1885.

La creazione di Starley incarna anche un’altra delle attrazioni eterne del ciclismo: la fusione di uomo e macchina.

Verosimilmente, questa fusione è meravigliosamente rappresentata da Tullio Campagnolo. Quando, nel 1927, il giovane Tullio forò sull’innevato Passo Croce d’Aune durante il Gran Premio della Vittoria, le sue dita congelate non riuscirono a svitare il dado che fissava la ruota al telaio.

Deve esserci un modo migliore, pensò.

Dopo solo tre anni, Tullio aveva inventato il sistema di sgancio rapido che cambiò per sempre il panorama del ciclismo.

 

 

Con componentistica all’avanguardia come l’Ekar a 13 velocità e le ruote Bora Ultra WTO, Campagnolo continua ad aspirare e ispirare in egual misura.

Proprio come i ciclisti di tutto il mondo, la cui passione per dare il meglio di sé – sotto il sole e la pioggia, in inverno e in autunno – li porta a sfidare e a esigere sempre di più da se stessi e dalle loro attrezzature.

La cosa meravigliosa del ciclismo è che queste sfide, queste pretese, sono autodeterminate. Per esempio, l’obiettivo potrebbe essere quello di percorrere la Haute Route Alps battendo il proprio record.

Per qualcun altro, potrebbe trattarsi di pianificare e portare a termine la prima avventura di bikepacking. Indipendentemente da quello che ci piace fare, il ciclismo arricchisce la vita di tutti gli appassionati delle due ruote.

E ci fa anche vivere più a lungo. Gli studiosi di tutto il mondo hanno costantemente dimostrato che il ciclismo offre una miriade di benefici fisici.

 

 

Uno studio del King’s College di Londra ha messo a confronto oltre 2.400 gemelli monozigoti e ha scoperto che i gemelli che andavano in bicicletta per 45 minuti tre volte alla settimana erano biologicamente più giovani di nove anni rispetto ai loro fratelli.

Un altro studio statunitense ha evidenziato come l’uso regolare della bicicletta possa ridurre del 50% il rischio di malattie cardiache.

Le due ruote rafforzano il nostro corpo. E la nostra mente.

Il ciclismo è senza dubbio la migliore medicina. Usciamo di casa oppressi dallo stress del lavoro e della vita. Ma a ogni pedalata diventiamo sempre più leggeri e l’ansia pre-corsa viene sostituita dalla gioia pura.

Campagnolo contribuisce a queste pause senza stress realizzando componenti durevoli e affidabili, che funzionano sempre.

Ma soprattutto, Campagnolo rende speciale ogni pedalata, consentendoci di sognare più in grande e di raggiungere vette sempre più alte.

 

 

Il ciclismo attinge all’individualismo che tutti noi bramiamo. Possiamo pedalare dove vogliamo, quando vogliamo e cambiare la nostra attrezzatura come vogliamo.

Guillaume Martin, che corre per la Cofidis, un team che usa componentistica Campagnolo, ha studiato filosofia all’università ed è autore di due libri sull’argomento.

Il filosofo preferito di Martin è Friedrich Nietzsche.

Martin condivide anche il concetto che Nietzsche chiama “intelligenza del corpo”. Questa, dice, è un’intelligenza che non viene premiata a scuola, ma che è ancora più profonda.

Il corpo impara i movimenti della bicicletta – dalla capacità di stare eretti da bambini all’affrontare una curva stretta in velocità sulle Dolomiti da adulti – e diventa una cosa istintiva, una seconda natura.

“Questa intelligenza del corpo è ciò che sviluppiamo pedalando”, afferma Martin.

Questa intelligenza è il motivo per cui ogni ciclista e Campagnolo continuano a spingere se stessi, anno dopo anno, con obiettivi consapevoli basati su un potenziamento inconscio dell’intelligenza fisica. Sì, si può notare un miglioramento del peso di gara o un aspetto più snello, ma è questa comprensione più profonda che illumina il nostro viaggio in bicicletta.

 

 

Campagnolo è l’hub in cui l’arte incontra la scienza, dove il viscerale incontra l’empirico.

Prendiamo per esempio il gruppo Ekar a 13 velocità, la cui bellezza senza tempo cela anni di ricerca e sviluppo, numerosi prototipi e migliaia di ore di sangue, fatica, lacrime e sudore.

Coloro che amano il ciclismo sul serio, per i quali la passione è stimolata da lunghe giornate in sella, hanno avuto per anni un marchio di riferimento, a cui rivolgersi, e continueranno a farlo negli anni a venire.

Questo marchio è Campagnolo.

 

 

Questo sito utilizza i cookies per offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile, nonchè per finalità commerciali e di pubblicità. Se procedi con la navigazione sul sito senza disabilitarli, ci autorizzi l'invio e l'utilizzo di cookie sul tuo dispositivo. Per leggere la nostra politica in materia di cookie, clicca qui.